L'ANIMA DI UNA PERSONA E COME UN CIELO STELLATO IN CUI SI CERCA SEMPRE DI TROVARE LA GIUSTA STELLA MA NON DIMENTICHIAMO CHE ESESTE L'UNIVERSO E QUANDO LO SI TROVA SI CONOSCE L'IMMENSO AMORE ……….

SANDRA

A volte le incomprensioni si creano da sole, senza che nessuno le voglia, senza che nessuno le cerchi.. Fa parte del comunicare e fa parte della superficialità con cui spesso ci limitiamo a rapportarci agli altri.

Eppure loro sono lì, e ci complicano la vita quotidianamente… Si potrebbero evitare, ma il fatto è che ciò richiede molto impegno. L’esercizio di ascoltarci mentre parliamo, e soprattutto, di ascoltare veramente gli altri quando ci parlano richiede concentrazione, applicazione e scrupolo. Deve diventare un fatto acquisito, normale, scontato. Effettuare la trasposizione tra noi e chi ci ascolta ci aiuterebbe a capire dove sbagliamo e perchè a volte veniamo fraintesi.

Sono tutte teorie.. beninteso. Personalmente non riesco a farlo per più di dieci minuti o (se proprio è di importanza fondamentale) per mezz’ora.. Dopodichè inevitabilmente l’attenzione si abbassa e la comunicazione ritorna ad essere basica e potenzialmente piena di rischi di incomprensione.
Se lo devi fare per lavoro è in qualche modo più facile, l’obbiettivo è immediato e definito e spesso hai tutti gli strumenti per riuscire nell’intento. E’ proprio nella sfera personale, quando abbassi le barriere perchè ti senti al sicuro, che si corre il rischio di semplificare, di ridurre, di sottointendere.

Il problema reale è che il nostro quotidiano è una corsa continua, una sfida mai vinta, all’interno di mille noie, obblighi e piccole costrizioni. Quindi se è vero che “stress” è tutto ciò che ci sottrae energia, è anche vero allora che ci rimangono ben poche forze per impegnarci nel comunicare con gli altri. Tutto ciò credo che abbia a che vedere con una questione di priorità e con una sorta di “cultura dell’attenzione” verso il prossimo che sarebbe bello avere il tempo di coltivare.

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