L'ANIMA DI UNA PERSONA E COME UN CIELO STELLATO IN CUI SI CERCA SEMPRE DI TROVARE LA GIUSTA STELLA MA NON DIMENTICHIAMO CHE ESESTE L'UNIVERSO E QUANDO LO SI TROVA SI CONOSCE L'IMMENSO AMORE ……….

Cosa provo ora?

 

 

 

E’ strano pensare come la vita, le prospettive, le priorità cambino da un momento all’altro.
Sono stanca, ho gli occhi gonfi di pianto, sono vuota e svuotata. Sono impaurita. Sono insicura. Sono confusa. Soffro dannatamente tanto.
 
Me lo merito? Di certo. Sono sempre stata io a pensare che il male che facciamo ci torna indietro e, a valutare quello che provo ora, di male devo averne fatto molto.
Ora come ora non mi sento in grado di scegliere e decidere, per niente e di niente. Sento solo forte l’esigenza di staccarmi da ogni cosa, da ogni vita che ho legato alla mia e di lasciarle andare lontane. Sono una piccola barca alla deriva. Mi sento privata di ogni ancora e salvagente.
 
Cosa provo ora è difficile dirlo. Si può stare bene e male contemporaneamente? Si può piangere e ridere di cuore insieme?
 
Diceva Catullo:
 

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Vorrei solo aver la forza di non star male e di non far del male a chi mi vuole bene. Ma ora non ne ho la forza, nemmeno per me stessa. Ma forse si deve toccare sempre il fondo prima di risalire. L’Araba Fenice brucia per rinascere. Forse, per rimanere in tema, è vero che “per aspera ad astra”.

Dove stanno le mie stelle adesso non lo so. Il mio cielo è cupo, grigio come ghisa e nuvoloso. Non vedo sole, non vedo luna e non vedo stelle. Solo un fitto bosco che non mi permette di trovare l’orientamento.

La solitudine è uno stato mentale, prima di tutto. Ed io, in questo momento, sono sola. Più che sola, perché non ho nemmeno me stessa, persa chissà dove, sull’orlo di un baratro profondo e sconosciuto.

Adesso devo cercarmi, sperando di non aver attraversato lo specchio per sempre…

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